Rebecca, nuova matricola di Medicina | Storie di successo

Credo possa farti bene leggere un’esperienza di una studentessa, Rebecca, che ha passato il test di Medicina 2018 e può dire di essere una matricola della Federico II di Napoli.

Quindi lascio subito la parola a lei.

?

“Ciao! Mi chiamo Rebecca, sono di Napoli e sono felicissima di poter dire che studio Medicina.

Spero di non dimenticare mai la mattina del 2 ottobre, quando è uscita la graduatoria. Sono rimasta sveglia dalle cinque e mezza del mattino e quando finalmente potevo vedere il risultato, non ce la facevo a farlo da sola. Avevo troppa paura, ho dovuto chiamare mia madre per leggerlo insieme.

La mezz’ora successiva è stata un continuo saltellare in giro per casa dalla felicità.

Non solo ero riuscita ad entrare a Medicina (al primo tentativo) ma ero anche entrata nella mia città.

Indescrivibile.

Ho frequentato il Liceo Classico e le materie scientifiche non sono mai state il mio cavallo di battaglia. Spesso durante la preparazione al test mi hanno chiesto se mi fossi pentita della mia scelta, se invidiassi i ragazzi appena usciti dal liceo scientifico. No, sono fierissima del mio percorso e se qualcuno di voi teme di non riuscire a prepararsi “perché non ha fatto lo Scientifico” è proprio fuori strada.

Il mio percorso verso il test di Medicina è iniziato a novembre del quinto anno di liceo.

Bilanciare lo studio per il test e per la scuola non è stato facile e io non ho fatto un ottimo lavoro, se devo essere sincera.

Due volte a settimana andavo a lezioni specifiche ma non mi veniva spiegato nulla che non fosse sui libri di teoria e io faticavo a stare al passo con gli altri. Nessuno partiva dal mio livello e mentre io cercavo di capire bene come fosse fatta una cellula o come funzionasse una reazione chimica, gli altri già facevano quiz a non finire sull’argomento.

Ho dato molto peso ed importanza alla scuola più che al test pensando che la maturità potevo provarla una sola volta mentre il test di Medicina sarebbe stato certamente lì anche l’anno prossimo nel caso fosse andata male.

Arrivata ad aprile questa sicurezza iniziava a vacillare molto. Avevo imparato le basi della Biologia e la mia conoscenza si fermava lì. I pochi quiz che facevo erano di Logica e solo perché andavo molto bene e non volevo deprimermi sbagliando quiz su quiz di altre materie (un atteggiamento un po’ infantile che sconsiglio a chiunque).

Una mattina in cui mi ero svegliata troppo presto e perdevo tempo su Instagram lessi il post di un ragazzo che aveva acquistato un corso Pro-Med e ne era contentissimo. Un po’ in preda ai sensi di colpa perché non stavo facendo quanto dovevo per il test un po’ perché erano le cinque di mattina, non ci pensai molto e comprai il corso.

Entrai così nella community Pro-Med.

Il corso era online ed era disponibile solo entro una determinata data, fino a maggio. Questo mi aiuto moltissimo perché avendo poco tempo per usare il prodotto mi sono costretta a vedere i video e studiare quegli argomenti senza più procrastinare. Per me che ero riluttante a fare quiz, la loro pagina Facebook è stata fondamentale, almeno un quiz al giorno lo facevo, anche quando non avevo proprio voglia o tempo di fare niente.

Ma la parte più importante sono state le Aule Studio WhatsApp Pro-Med.

Innanzitutto, avevo qualcuno a cui chiedere qualcosa che non mi era chiarissimo, un quiz non riuscito, un dubbio momentaneo. In secondo luogo, ogni volta che prendevo il telefono per perdere tempo (quando invece avrei dovuto studiare) e finivo su Whatsapp, mi “sentivo in colpa” e ritornavo a lavoro.

Infine, vedere tantissimi i ragazzi come me erano insicuri e avevano dubbi mi ha aiutata moltissimo e poter anche aiutare qualcuno che non capiva un esercizio è stato una svolta. Sono passata dal sentirmi “quella che non capiva niente” all’acquistare un po’ di fiducia nelle mie capacità, che è stata una parte fondamentale della mia preparazione.

A giugno ho abbandonato i libri per il test, ho studiato per la maturità e sono uscita dal liceo più che soddisfatta per come si era concluso quel capitolo del mio percorso di studi e della mia vita. Dopo un giorno di riposo sono tornata a lavoro, più carica che mai.

Questa volta avevo smesso di fare solo i quiz che sapevo mi sarebbero riusciti, anzi, iniziai dalla materia che più mi risultava difficile: Chimica.

La mattina studiavo la teoria, facevo schemi (di vitale importanza per me che ho una memoria visiva) ed il pomeriggio facevo quiz su quegli argomenti, quando ne sbagliavo qualcuno, andavo a rileggere quella parte e a fare quiz.

A questo punto è arrivato il Corso di preparazione in aula Pro-Med, a Napoli.

È durato una settimana ad inizio agosto e anche il tempismo è stato perfetto. Non mi ero mai presa un giorno di vacanza, a dir la verità neanche una mattina o un pomeriggio di vacanza. In due mesi dovevo finire quei programmi vastissimi e dopo tre settimane a quel ritmo, senza essermi riposata dopo la maturità, la motivazione iniziava a calare.

Le cose più belle del corso per me sono state la disponibilità e la gentilezza di tutti nelle spiegazioni di teoria e quiz, la quantità di simulazioni (io ne avevo fatta solo una fino a quel momento e probabilmente senza Pro-Med avrei continuato a fare questo errore) e l’aria che si respirava.

Eravamo tanti, la giornata era lunga ma poter parlare e confrontarsi con altri ha di nuovo fatto veramente la differenza. Inoltre gli argomenti erano trattati benissimo e in modo approfondito, nonostante il poco tempo, tutti quei particolari ostici che non riuscivano ad entrarmi in testa, tutti quei meccanismi che proprio non riuscivo ad imparare sono stati spiegati benissimo.

Uscita dal corso passai le altre tre settimane a ripetere e fare simulazioni, creai la mia strategia di attacco al test, capii da cosa mi conveniva partire, quali domande dovevo lasciare e quando potevo rischiare.

Il giorno del test ero stranamente calma, per quanto emozionata.

E è questo il mio più grande consiglio per chi vuole provare il test: state calmi.

Prima, durante e dopo. Perché è un’esperienza bellissima e una possibilità di mettersi alla prova ed è stupido farsela rovinare dalla paura.

Circondatevi di persone con i vostri stessi obbiettivi.

 

È normale sentirsi soli durante la preparazione quando spesso ci si sente “tutti contro tutti” ma l’ambiente che si crea se c’è un rapporto di aiuto reciproco è imparagonabile a qualsiasi metodo di studio.

Non abbiate paura di condividere la vostra conoscenza con altri ragazzi solo perché temete di essere superati!

Non abbiate paura”.

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