Operare al cervello, 3000 km distanti, grazie al 5G

Era un sabato, in particolare il 16 aprile, quando il dott. Ling Zhipei entrava nella sala operatoria di un ospedale della provincia di Hainan (ad est della Cina).

Il fatto bizzarro, però, è che il suo paziente era a ben 3000 km di distanza. Si trovata nell’ospedale PLAGH di Pechino, necessitava di un intervento neurochirurgico e non era possibile trasportarlo ad Hainan.

Il dott. Ling ha dunque operato a distanza, interagendo con il suo robo-collega che eseguiva gli ordini del neurochirurgo dall’ospedale di Pechino, appunto.

Detta così, la storia suona già fantascientifica a sufficienza. Ma se diamo un occhiata più precisa alla difficoltà dell’intervento eseguito, potremmo essere addirittura più sorpresi.

Come dicevamo, il dott. Ling è un neurochirurgo e l’operazione consisteva nell’impianto di un neurostimolatore nel cervello di un paziente affetto dal malattia di Parkinson.

L’impianto del minuscolo macchinario in una operazione di questo tipo deve avvenire con una precisione micrometrica. Anche un errore di posizionamento dell’ordine del milionesimo di metro, dunque, può avere una ripercussione sull’efficacia del trattamento chirurgico stesso.

Affinchè possa avvenire una comunicazione efficiente tra il neurochirurgo e quello che abbiamo chiamato robo-collega, diventa essenziale un sistema di trasmissione delle informazioni davvero rapido, preciso ed affidabile. Anche un piccolissimo “lag” nella comunicazione in procedure di questo tipo potrebbe compromettere l’esito dell’intervento e la sua fattibilità, in breve.

Proprio per questo motivo, fino a pochi giorni fa non era mai stato possibile eseguire una procedura così precisa, in totale sicurezza, a distanze come questa.

Cos’è cambiato allora? Cosa ha reso possibile l’intervento?

La risposta è: il 5G (fornito da Huawei, in quell’occasione).

Dunque la rete di trasmissione alla base dello della “connessione” dei dispositivi. Quello dal quale il chirurgo stava emettendo i comandi operatori e quello dal quale il robo-collega li riceveva.

La rete 5G è da intendersi come l’evoluzione del 4G che già oggi utilizziamo sugli smartphone per navigare sul web. Ma il 5G non è solamente “un po’ più veloce” del precedente 4G.

Il 5G è l’inizio di una rivoluzione. Una rivoluzione a latenza zero, con risvolti in innumerevoli settori, proprio come la chirurgia a distanza o la guida autonoma delle auto.

Ma questa è un’altra storia.

Ma dicci un po’: ti piacerebbe essere affiancata/o da un robo-collega nel tuo prossimo futuro?

E se sei un robot: come vivi il fatto di esser sempre più a contatto gli umani?

Enrico e Pro-Med tutta

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