A Medicina l’ambiente è competitivo come si dice? | Diario di bordo #1

Sono Prisca (piacere!), studio Medicina al quarto anno e sono qui per scrivere una sorta di diario in cui ripercorro e racconto ciò che ho vissuto e che vivo tutt’ora all’interno della mia facoltà.

Userò un linguaggio volutamente informale perchè vorrei che queste mie parole siano il quanto più colloquiali e confidenziali possibile.

Parlavo di competizione.

Per ‘competizione’ si intende lotta, contrasto, gara di emulazione per il raggiungimento di uno scopo o il riconoscimento di una superiorità.

A Medicina l’ambiente è competitivo, sono tutti pronti a farti cadere e a ridere del tuo fallimento.

Tante volte mi è capitato di sentire questa frase.

L’ho sentita sotto forma di dubbio dai curiosi, sotto forma di monito da amici e parenti e sotto forma di preoccupazione dai miei stessi compagni di corso. Come avrai capito questa frase mi è stata ripetuta più e più volte prima dell’inizio del mio percorso nella facoltà di Medicina.

Non ti nascondo che inizialmente tutto questo mi aveva condizionato, per non dire spaventato, e che pochi giorni prima dell’inizio delle lezioni ero convinta di essere in procinto di cominciare una nuotata in mezzo agli squali più che un percorso di studi insieme ad altri ragazzi come me.

Poi è arrivato il primo giorno in università, ero agitata come è normale che sia: non conoscevo nessuno, avevo paura di non essere all’altezza, avevo paura di essere meno degli altri e che gli altri avrebbero fatto di tutto per mettermi in un angolo.

E più di tutto avevo paura di non conoscere nessuno di cui potessi fidarmi e con cui stringere amicizie vere.

Non starò qui a spiegarti come invece abbia trovato fin da subito amici fantastici (sarà argomento di un altro episodio) ma piuttosto di come io mi sia approcciata e come tutt’ora io stia vivendo questo ‘mondo pieno di squali’. Prima di cominciare però ci tengo a sottolineare che quella che leggerai è la mia esperienza personale, nella mia università e dunque è possibile che non valga allo stesso modo per le altre sedi o per altre persone.

Alla domanda ‘a medicina hai trovato un ambiente competitivo?’ rispondo senza esitazione: no, o meglio non con quell’accezione negativa con cui spesso si intende questo termine.

Sono entrata in un’aula piena di ragazzi che condividevano con me non solo l’emozione del primo giorno di università e la curiosità per un nuovo percorso ma anche le mie stesse preoccupazioni. In poco tempo mi sono resa conto di non essere in una vasca di squali assassini pronti a tutto per farmi cadere, ma di essere in compagnia di persone esattamente come me.

Sono cominciate le lezioni e con queste ho cominciato a conoscere i miei compagni che da subito si sono dimostrati alleati e non carnefici come pensavo.

Spesso mi sono ritrovata a chiedere, sul gruppo Whatsapp del mio anno, appunti di lezioni a cui ero mancata e tanti, si tanti, ragazzi mi hanno scritto in pochissimo tempo inviandomi i loro appunti presi al computer e alcuni addirittura foto di schemi e disegni che il professore aveva scritto alla lavagna.

Voglio condividere con te un episodio. 

Al secondo anno abbiamo sostenuto un esame orale che per questione di tempistica si è prolungato per più giorni. Il caso ha voluto che poco prima dell’inizio delle interrogazioni io mi sia ammalata e sia stata costretta a chiedere un cambio ai miei compagni di corso. Con mio grande stupore molti ragazzi si sono offerti di aiutarmi in questa situazione e mi hanno permesso si sostenere l’esame qualche giorno dopo il previsto (senza febbre e con altro spirito ovviamente).

Questi sono solo alcuni episodi che ho voluto raccontarti per cercare di illustrarti meglio quello che molto probabilmente troverai anche tu all’interno del tuo corso.

Insomma in tutta sincerità definirei il mio ambiente universitario come un luogo sicuro, in cui ho trovato alcuni punti di riferimento importanti e tante persone pronte ad aiutare gli altri nel caso in cui ci sia necessità.

Accanto alle mie esperienze in aula vorrei raccontarti anche ciò che per ora ho potuto vivere nell’ambiente ospedaliero del tirocinio. Come forse saprai i posti per il tirocinio in alcuni reparti sono limitati e il metodo di selezione è ‘chi primo arriva meglio alloggia’, se questo può essere cosi definito. Ovviamente capirai che tutto questo fa nascere una certa tensione tra i ragazzi.

 

Questa situazione, non lo nascondo, mi ha creato qualche preoccupazione inizialmente in quanto temevo che si manifestasse quella competizione di cui avevo paura sin dal primo anno.

Fortunatamente anche questa volta mi sbagliavo, i tirocini del terzo anno si sono svolti senza particolari problematiche, senza spargimento di sangue, e con una certa collaborazione tra tutti i ragazzi che frequentano il mio corso. Anche la situazione in reparto era rilassata e serena, ho avuto modo di conoscere meglio alcuni miei compagni e non si sono creati momenti di competizione sgradevole sotto forma di ‘gara a chi rispondeva prima alle domande del medico’ o ‘vediamo chi è più bravo ad auscultare’.


Tutto perfetto dirai tu, a Medicina si vogliono tutti tanto bene, è come il paese dei balocchi.

Beh ovviamente non è questo il messaggio che vorrei fare passare. Ricorda che gli esami sono tanti e sono difficili, le persone sono sotto pressione e spesso possono sorgere delle incomprensioni o delle discussioni tra compagni di corso, dettate più da momenti di stanchezza e tensione che da vere e proprie faide.

Anche a Medicina troverai ragazzi che ti chiederanno che voto hai preso dopo ogni esame, magari per curiosità o magari per pettegolezzo.

Personalmente non ho mai interpretato queste domande come una mancanza di rispetto o come qualcosa legato alla voglia di voler prevalere su di me in qualche modo.
Per concludere, ciò che vorrei trasmetterti è il fatto che secondo la mia esperienza non ho trovato un ambiente negativamente competitivo, in cui le persone sono pronte a tutto per prevalere sull’altro e per sminuire il lavoro altrui.

Quello che percepisco io è piuttosto una sana voglia di miglioramento, di lasciarsi ispirare o consigliare da qualcun altro.

Vorrei consigliarti di non essere prevenuto nei confronti dei tuoi compagni di corso i primi giorni di lezione.

Sii aperto ad aiutare e farti aiutare, non aver paura di chiedere delucidazioni o aiuto per qualcosa e sii allo stesso modo pronto ad aiutare gli altri. Si sa, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Cerca di circondarti di persone gentili e propositive, in cui vedi un potenziale e che vedano un potenziale in te, e da qui costruisci tutto.

Ricorda che a medicina non sono tutti squali, ma soprattutto nuotano tutti nella stessa direzione.

Buon inizio, al prossimo appuntamento.

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