L’Apparato Cardiocircolatorio per i test Medico Sanitari

Ciao, benvenuto/a in una nuova dispensa!

Qui tratteremo, in modo abbastanza schematico e (spero) chiaro, tutto quello che riguarda l’apparato cardiocircolatorio, a partire dall’anatomia per finire alla fisiologia cardiaca.

Devo fare una doverosa premessa, prima di lasciarti alla dispensa.

Se parteciperai ai nostri Corsi in aula, ti assicuriamo che sarà la parte che ti rimarrà più impressa.

Come faccio ad esserne così sicuro?

Perchè, ogni anno, organizziamo una dissezione di cuore in aula guidata: formiamo dei gruppi (in genere 4 o 5, in base a quanti corsisti ci sono in aula) e ogni gruppo ha a disposizione un cuore, guanti e bisturi.

Da lì, è sempre un emozione.

I nostri tutor iniziano a spiegare l’anatomia cardiaca col cuore in mano, percorrono, tappa per tappa, il cammino del sangue, spiegano la conduzione dell’impulso in modo pratico e, soprattutto, indimenticabile.

Perchè una cosa è studiare l’anatomia e la fisiologia cardiaca da un libro, in bianco e nero, nel 2005.

Un’altra è studiarla su un cuore vero.

Detto questo: clicca qui per tutte le informazioni (date, location, attività) sui nostri Corsi in aula.

Ma ora, fatta questa doverosa premessa, ti lascio alla dispensa!

L’apparato cardiovascolare comprende il cuore e i vasi sanguigni (arterie, capillari e vene) e ha lo scopo di far circolare il sangue, affinché questo raggiunga tutti gli organi e tessuti.

Il cuore contraendosi pompa il sangue nelle arterie, che si ramificano ripetutamente e diminuiscono gradualmente di diametro fino ad originare i capillari, vasi sottilissimi che decorrono all’interno degli organi; dai capillari pendono origine le vene che, facendo il percorso contrario alle arterie, si riuniscono in tronchi di diametro progressivamente maggiore e riportano il sangue al cuore.

Ci sono due sezioni dell’apparato cardiocircolatorio: circolazione sistemica: che segue il corso cuore-organi-cuore, trasporta il sangue arterioso (ricco di ossigeno) agli organi e da qui raccoglie il sangue venoso (ricco di anidride carbonica) per trasportarlo nuovamente al cuore.

E la circolazione polmonare: segue il corso cuore-polmoni-cuore. Il sangue venoso giunto al cuore con la prima circolazione è pompato ai polmoni, dove cede l’anidride carbonica e si arricchisce di ossigeno diventando sangue arterioso.

Il cuore è un organo di forma conica, posto nella cavità toracica, è compreso tra i polmoni, chiamato mediastino.

E’ diviso in 4 cavità: due atrii superiori separati dal setto interatriale e due ventricoli inferiori separati dal setto interventricolare.

La parte destra e quella sinistra non sono comunicanti. Gli atrii sono sopra i ventricoli e hanno una grandezza inferiore e hanno la funzione di aspirare il sangue proveniente dalle vene e di spingerlo nei rispettivi ventricoli. I ventricoli occupano gran parte del volume cardiaco e spingono il sangue nelle arterie, il ventricolo sinistro è più forte dell’altro perché deve spingere il sangue nella grande circolazione.

Nell’atrio destro terminano le vene cave superiore ed inferiore, dal ventricolo destro parte l’arteria polmonare.

Le valvole cardiache dirigono il flusso di sangue nel cuore. Si distinguono le valvole atrioventricolari e le valvole semilunari.

Le valvole atrio-ventricolari mettono in comunicazione l’atrio con il rispettivo ventricolo: la valvola tricuspide permette il passaggio di sangue dall’atrio al ventricolo di destra, è formata da tre cuspidi.

La valvola bicuspide o mitrale è a sinistra e presenta due cuspidi. Le pareti del cuore che delimitano le quattro cavità interne, sono formate da pericardio che è lo strato più esterno; il miocardio, intermedio; l’endocardio lo strato più interno.

Le valvole semilunari sono poste all’origine delle arterie che originano dai ventricoli, vi sono la valvola aortica e la valvola polmonare.

Sono costituite da tre cuspidi a forma di semiluna.

La funzione delle valvole cardiache è di dare un flusso unidirezionale al sangue, cioè solo dagli atri ai ventricoli e da questi alle arterie. Il percorso inverso è impedito dalla chiusura delle valvole.

Il cuore è formato da tre strati. Il pericardio, il miocardio e l’endocardio. Il pericardio è il rivestimento esterno e forma un sacchetto di protezione e di ancoraggio del cuore al diaframma sottostante. È formato da due strati, uno esterno il pericardio fibroso, ed uno interno il pericardio sieroso.

Il miocardio è il muscolo cardiaco, formato da tessuto muscolare striato involontario. Il miocardio che delimita gli atri è più sottile di quello che dei ventricoli, poiché il suo lavoro non richiede molta forza, dato che deve spingere il sangue nei ventricoli. Il miocardio ventricolare è invece più spesso. Questo perché i ventricoli devono avere la forza sufficiente a spingere il sangue nella grande e nella piccola circolazione. I fasci muscolari non sono in comunicazione tra di loro però le loro attività devono essere coordinate altrimenti il sangue non può essere spinto con la dovuta efficienza.

Il collegamento tra atrii e ventricoli è assicurato dal fascio atrio-ventricolare di His che decorre nella parete del miocardio che separa i due ventricoli e dopo un breve tratto si divide in due rami che penetrano, ramificandosi a loro volta nelle pareti laterali dei ventricoli.

L’endocardio rappresenta il rivestimento interno del cuore; è costituito da uno strato di cellule epiteliali piatte. Uno strato sottoendoteliale di connettivo lasso unisce l’endocrino al miocardio, vi decorrono nervi, vasi e rami del sistema di conduzione del cuore.

La contrazione cardiaca

Il cuore è dotato, come accennato prima, di contrazione involontaria e autoritmica: lo stimolo alla contrazione non proviene dal sistema nervoso, ma si origina nel cuore stesso, in un ammasso di fibre della parete dell’atrio destro, chiamato nodo seno-atriale, che rappresenta il pacemaker primario del cuore.

Da qui lo stimolo si propaga inizialmente ai due atri, stimolandoli a contrarsi contemporaneamente e poi al nodo seno-ventricolare una particolare zona del tessuto muscolare che separa gli atri dai ventricoli, l’impulso si propaga quindi da questo nodo ai ventricoli mediante il fascio di His che li fa contrarre contemporaneamente.

Il ciclo cardiaco

Il battito cardiaco (ciclo cardiaco) consta di due fasi: diastole e sistole. Durante la diastole tutto il cuore è rilassato e le quattro cavità si riempiono di sangue, le valvole atrio-ventricolari sono chiuse.

Durante la sistole gli atri e i ventricoli si contraggono. Questa fase comincia con una contrazione degli atri (sistole atriale) che permette il riempimento completo dei ventricoli, a cui segue la contrazione dei ventricoli (sistole ventricolare) che spinge il sangue all’interno delle arterie polmonari e dell’aorta.

Nella sistole ventricolare è possibile distinguere una fase di contrazione, in cui si aprono le valvole semilunari e il sangue viene immesso nelle arterie, mentre rimangono chiuse le valvole che separano gli atri dei ventricoli.

La gittata cardiaca rappresenta il volume totale di sangue espulso dal ventricolo sinistro in un minuto che è pari al prodotto del numero di battiti al minuto moltiplicato per la gittata sistolica ovvero il volume del sangue espulso dal ventricolo sinistro a ogni battito.

Nonostante la contrazione cardiaca si generi autonomamente, la frequenza delle contrazioni, è modulata anche da fattori nervosi ed endocrini. L’adrenalina e la noradrenalina (è un neurotrasmettitore), liberate dalle ghiandole surrenali e dai neuroni del sistema simpatico, provocano un aumento della frequenza cardiaca.

La circolazione sanguigna

Passiamo ora ai vasi che determinano il flusso di sangue all’interno degli organi.

Ci sono tre tipi di vasi sanguigni: arterie vene e capillari. Le arterie sono i vasi che portano il sangue dal cuore alla periferia. Hanno pareti spesse ed elastiche, formate da tre strati: tonaca intima che è lo strato più interno è un epitelio detto endotelio, lo strato intermedio o tonaca media è formato da un tessuto muscolare liscio, quello più esterno tonaca avventizia è formato da tessuto connettivo molto ricco di fibre elastiche. Grazie a questa struttura le arterie sono in grado di contrarsi per aiutare l’avanzamento del sangue verso i tessuti.

Nelle arterie il flusso sanguigno è pulsante e la pressione sanguigna media si mantiene costante. Le vene sono i vasi che raccolgono il sangue dalla periferia e lo riportano al cuore. Hanno tre strati come le arterie (stesso nome delle arterie) ma hanno pareti sottili ed estensibili con poco tessuto muscolare e poche fibre elastiche, che permettono il transito di grandi quantità di sangue opponendo una modesta resistenza.

Lungo le vene maggiori sono dislocate valvole a nido di rondine che impediscono il riflusso del sangue nella direzione sbagliata.

Infine i capillari sono vasi con pareti sottilissime, costituite da un unico strato di cellule, l’endotelio attraverso il quale i gas respiratori, le sostanze nutritive, gli enzimi, gli ormoni e le sostanza di rifiuto possono passare facilmente per diffusione. Il flusso sanguigno nei capillari è molto lento, è così sono facilitati gli scambi tra il sangue e i tessuti circostanti.

Pressione sanguigna

La pressione sanguigna è la forza esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi sanguigni, generato generata dall’azione pompante del cuore.

Viene espressa in millimetri di mercurio (mmHg), comprende un valore massimo che corrisponde alla sistole e un valore minimo che corrisponde alla diastole. In un giovane adulto i valori medi di pressione sono 120 mmHg per la massimo e 80 mmHg per la minima, con notevoli variazioni individuali.

Nella circolazione sistemica, la pressione è massima nel ventricolo sinistro durante la sistole, diminuisce gradualmente durante il percorso nelle arterie, poi velocemente a livello delle arteriole precapillari, e di nuovo il valore diminuisce gradualmente durante il percorso nei capillari e nelle vene, fino a raggiungere un valore minimo allo sbocco delle vene cave nell’atrio destro.

Nella piccola circolazione, analogamente, la pressione è massima nel ventricolo destro e nelle arterie polmonari, poi diminuisce per arrivare ai valori minimi in corrispondenza dello sbocco all’atrio sinistro delle vene polmonari.

In condizioni di pressione arteriosa superiore alla norma si parla di ipertensione quando i valori sono inferiori di ipotensione.

 La pressione sanguigna dipende da due fattori principali: dal flusso sanguigno, che a sua volta dipende dal volume di sangue circolante e dalla gittata cardiaca. E dalla resistenza opposta dai vasi, che dipende dal grado di vasocostrizione e dalla viscosità del sangue. Per regolare la pressione sanguigna il meccanismo agisce sull’attività cardiaca sulla resistenza del sistema vascolare e sul volume sanguigno. I recettori del volume sanguigno sono presenti nell’atrio destro del cuore, mentre sensori di pressione sono posti sulla parete dell’arco aortico e nella carotide.

I centri regolatori sono posti nel midollo allungato (detto anche bulbo)da cui in seguito hanno origine risposte che ripristinano della pressione fisiologica.

La regolazione della pressione sanguigna

Per la regolazione a lungo termine della pressione sono utili ormoni come l’aldosterone e l’ADH (vasopressina, nota anche come ormone antidiuretico La vasopressina gioca un ruolo importante nella regolazione del volume plasmatico, e come tale contribuisce a mantenere costante la parte liquida del sangue, chiamata plasma) che favoriscono il riassorbimento di acqua a livello renale e quindi la formazione di urina concentrata e l’aumento del volume plasmatico.

Oltre a questi sono molto importanti anche la renina e il peptide natriuretico atriale (ANP) la prima prodotta in risposta alla produzione di urina diluita, stimola la secrezione di aldosterone e favorisce la ritenzione idrica, il secondo prodotto in risposta a un aumento della pressione sanguigna, inibisce la secrezione di renina e in tal modo favorisce l’eliminazione di liquidi e la diminuzione della pressione sanguigna.

Anche i cambiamenti di temperatura corporea variano lievemente il livello della pressione, il caldo la diminuisce perché si verifica la vasodilatazione, il freddo la aumenta perché si verifica la vasocostrizione (a testimoniare ciò, il freddo fa impallidire la nostra cute proprio perché ho una vasocostrizione cutanea, che preserva il flusso sanguigno e quindi la pressione a livello viscerale).

Spero ti sia stata utile, un abbraccio!

Pro-Med tutta.

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