Il tessuto muscolare liscio, striato e cardiaco: un viaggio nell’istologia

Ciao! Benvenuto/a in una nuova dispensa firmata Pro-Med!

Come ormai avrai capito, il nostro più grande obiettivo è poter aiutare il maggior numero di persone possibile. Questo perché i tuoi successi sono anche i nostri e, con la tua volontà, saremo più che contenti di prenderti per mano e accompagnarti in questo viaggio verso settembre.

In ogni viaggio ogni passo è importante, perché ti permette di spostarti da dove eri prima e di avvicinarti a dove sarai dopo.
Non c’è tempo da perdere.

Partiamo subito?

Oggi facciamo una gita in quello che è il motore del nostro corpo (ma non solo!); sì, credo sia giunta proprio l’ora di fare un po’ di muscoli!
No, non scherzo, oggi parliamo proprio di tessuto muscolare: non sarà come una seduta di palestra ma ci si avvicinerà, te lo assicuro.

Alla fine di questa dispensa sarai in grado di:

  • conoscere le principali caratteristiche del tessuto muscolare in generale
  • evidenziare le differenze tra i diversi tipi di tessuto muscolare
  • collegare questo argomento ad altri concetti biologici inerenti (malattie, funzioni ecc..)

Pronti, via!

  1. Qualcosa sui muscoli

  2. Tessuto muscolare scheletrico

  3. Tessuto muscolare liscio

  4. Tessuto muscolare cardiaco

  5. Vocabolario della dispensa e riassunto dei concetti principali

1. Qualcosa sui muscoli

Se ti dico che i muscoli sono degli “effettori”, ti metto in crisi?

E’ più semplice di quanto credi;
In anatomia effettore = qualsiasi organo capace di reagire ad un impulso nervoso.
Sono quindi effettori i muscoli, ma anche le ghiandole del nostro corpo.

Se ci pensi bene, a cosa servirebbe la raccolta, da parte dei recettori, di stimoli e informazioni dall’ambiente circostante, se poi il sistema nervoso non potesse attivare processi di risposta adeguati?

Questa è la prima informazione che ti può essere utile sul sistema muscolare: reagisce agli stimoli.

C’è però da fare un’importante differenza.
Parlando di muscoli, infatti, possiamo classificarli in questo modo:

  • muscoli striati o scheletrici:  si trovano nell’apparato locomotore.
  • muscoli lisci o viscerali:  si trovano nei visceri, nei vasi sanguigni, nel tubo digerente, nelle pareti dei bronchi, nelle vie urinarie ecc..
  • muscolo cardiaco: particolare tipo di tessuto muscolare situato nel cuore

Il tessuto muscolare, in generale, è un tessuto specializzato nella contrazione, nel senso che è composto da cellule che hanno proprietà contrattili.
Puoi approfondire il concetto di contrazione muscolare  qui.

I tessuti muscolari sono tutti originati dal mesoderma, ad eccezione di una piccola frazione di cellule muscolari lisce che derivano dalle creste neurali.
Ma cos’è il mesoderma, una malattia?
Certo che no, e ci pensiamo noi a ricordarti cos’è, prova a dare un’occhiata qui

Fatta questa premessa, possiamo andare un po’ più nei dettagli!

2. Tessuto muscolare scheletrico

Come ti ho anticipato prima, i muscoli scheletrici:

  • si trovano nell’apparato locomotore e si inseriscono sulle ossa tramite i tendini;
  • sono volontari (ma alcune volte si possono muovere anche involontariamente, come accade per i muscoli respiratori o nel riflesso rotuleo);
  • dalla loro contrazione si genera il movimento;
  • “striati” per il loro aspetto a bande, che puoi capire meglio osservando la figura.

Ogni muscolo scheletrico è costituito da fasci di fibre muscolari (o fibrocellule muscolari).

Descriviamole  in modo schematico:

  • Plurinucleate e allungate:  sono cellule molto lunghe (anche 30 cm) e presentano numerosi nuclei (in istologia, una situazione di questo tipo, dove due o più cellule si fondono tra loro per formarne una sola multinucleata, si parla di sincizio), sempre schiacciati nelle zone periferiche della cellula;
  • Possiedono all’interno un citoplasma quasi interamente occupato dalle miofibrille, ovvero le strutture contrattili che sono l’unità funzionale delle fibre muscolari, formate da un gran numero di filamenti proteici
    Ogni miofibrilla è costituita da due tipi di filamenti: sottili (formati da molecole di actina) e spessi (formati da molecole di miosina).
    Nelle miofibrille, i filamenti di actina e miosina sono disposti in maniera ordinata in modo da formare unità strutturali chiamate sarcomeri;
  • Ogni sarcomero è costituito da filamenti sovrapposti di actina e miosina, che creano un caratteristico disegno a bande. Ogni zona del sarcomero è rappresentata da una lettera.
    Gli estremi del sarcomero sono delimitati da linee Z (a cui si ancorano i filamenti di actina) mentre nella parte centrale si trova la banda A (filamenti di miosina). Il MIUR ogni due anni caccia una domanda sui sarcomeri, quindi attenzione;
  • Presenza di molti mitocondri (serve tanta ATP per far funzionare a dovere la contrazione muscolare);
  • Esteso reticolo sarcoplasmatico (Reticolo sarcoplasmatico=REL), che è una fonte importante di calcio, ione fondamentale per la contrazione muscolare;
  • Presenza di tubuli T, che nella loro interezza compongono il sistema T.  Mi voglio soffermare un attimo su questo, perché molti non hanno idea di questo particolare.
    Cos’è un tubulo T? E’ un’invaginazione della membrana plasmatica della fibrocellula muscolare (detta anche sarcolemma) che, insieme alle cisterne terminali del reticolo sarcoplasmatico, forma la cosiddetta triade del reticolo. 
    Ogni sarcomero ha due tubuli T, posizionati a ridosso della linea Z. La linea Z ha una cisterna terminale sarcoplasmatica per ogni lato e queste due cisterne sono “divise” da un tubulo T, che decorre trasversalmente alla fibrocellula muscolare;
  • Grandi quantità di mioglobina, fondamentale per immagazzinare ossigeno;
  • Presenti anche cellule satelliti, normalmente quiescenti, che si attivano in seguito a danneggiamento del muscolo o in risposta ad un esercizio fisico intenso.

A livello di organizzazione, per aiutarti a memorizzare meglio tutta la struttura, possiamo dire che:
(partendo dal “macro” e andando verso il “micro”)

MUSCOLO SCHELETRICO -> FASCI DI FIBRE MUSCOLARI  -> MIOFIBRILLE  ->  FILAMENTI SPESSI DI MIOSINA E FILAMENTI SOTTILI DI ACTINA.

Ma ora diamo voce ad una domanda mai banale:

Perché il tessuto appare striato?

Ti propongo due immagini, una sezione longitudinale (che vuol dire tagliata per lungo, in alto) e una trasversale (che vuol dire tagliata per il lato corto, in basso), e ci ragioniamo assieme.

Tale tessuto muscolare è detto striato in quanto è ben visibile un bandeggio (successione di bande chiare e scure). Tale bandeggio è dovuto alle caratteristiche morfologiche dei sarcomeri.

Infatti, a livello delle bande I si trovano solo i filamenti di actina (filamenti sottili); per questo la banda I appare più chiara rispetto alla banda A che, contenendo anche i filamenti di miosina, risulta più scura. (filamenti spessi).

Infatti sono proprio le caratteristiche morfologiche dei sarcomeri all’interno delle miofibrille che rendono poi le fibre striate, e di conseguenza anche il tessuto muscolare scheletrico stesso.

Come funziona la contrazione?

Brevemente, i filamenti scorrono e il sarcomero si accorcia.
Quando il muscolo si contrae, infatti, i filamenti sottili di actina scivolano all’interno della zona occupata dai filamenti di miosina, scorrendo su di essi. A questo punto il sarcomero si accorcia e cambia il disegno delle bande.
Al termine della contrazione, a muscolo rilassato, i filamenti sottili scorrono nel verso opposto e il sarcomero torna nella sua forma iniziale.
Per maggiori dettagli ti rimando al link che ho scritto sopra (una dispensa intera solo sul processo di contrazione muscolare) e alla visione di un contenuto molto utile, come                                                                                                    questo breve video per fissare il concetto.

Noi di Pro-Med diamo sempre tanta importanza alla curiosità; crediamo profondamente nel fatto che non basti solo studiare, ma  studiare con spirito, arricchendo le nostre conoscenze tramite approfondimenti e volontà di sapere sempre di più!
La curiosità è infatti quello che ci permette di appassionarci, capire, assimilare e ricordare quello che studiamo.
Inserisco qui sotto il nome di tre patologie che interessano i muscoli, sperando che serva a farti “coltivare” il tuo spirito!

FIBROMIALGIA:  colpisce circa il 4% della popolazione italiana e causa una degenerazione del tessuto connettivo associato ai muscoli, con conseguenti dolori e fragilità muscolare.

MIASTENIA GRAVE:  è causata da una progressiva degenerazione dei recettori per l’acetilcolina, con conseguente perdita di funzionalità dei muscoli ( ha un’origine autoimmune)

DISTROFIE MUSCOLARI: sono un gruppo di patologie che comporta una graduale degenerazione delle fibre muscolari scheletriche. La forma più comune è la distrofia di Duchenne, associata al cromosoma X, che colpisce quindi quasi esclusivamente i maschi. E’ una patologia molto seria, in genere chi ne è affetto non supera i 20-25 anni. Ci sono altre forme di distrofie, meno gravi, che consentono una vita più lunga.

Clicca qui per saperne qualcosa di più su alcuni tipi di distrofie.

3. Tessuto muscolare liscio

Partiamo subito col dire che nel tessuto muscolare liscio non sono presenti i sarcomeri.
Infatti, come è visibile nell’immagine che ti propongo ora, non sono visibili bandeggi.

Il tessuto muscolare liscio è responsabile del movimento involontario, rispondendo a stimoli ormonali o nervosi (a differenza dell’amico striato scheletrico, responsabile dei movimenti volontari).

Altra considerazione da fare riguarda il tipo di contrazione, molto più lenta e prolungata.

Le cellule del tessuto muscolare liscio possiedono un solo nucleo e sono molto allungate, rotondeggianti e formano fasci.

Abbiamo detto che non sono presenti i sarcomeri:

Ma allora cosa permette a queste cellule di contrarsi?

Vediamolo assieme.

Sono presenti ovviamente delle strutture contrattili, in questo caso costituite da singoli filamenti di actina agganciate tra loro dai filamenti di miosina. Esistono delle strutture chiamate corpi densi, fondamentali perché capaci di collegare tra loro le varie strutture contrattili all’interno della cellula, permettendo la contrazione.

Ne risulta una contrazione maggiore (in termini di lunghezza) rispetto alle fibre muscolari.

4. Tessuto muscolare cardiaco

Come già detto, anche questo tipo di tessuto deriva dal mesoderma.

Le cellule muscolari in questo caso vengono chiamate cardiomiociti. Questa tipologia di cellule le troviamo solamente nel cuore e anche nella parte iniziale delle vene polmonari.

Anche questa tipologia di tessuto muscolare è striato perché presenta la caratteristica unità contrattile ovvero il sarcomero.
Tuttavia, i miofilamenti non formano miofibrille come nel tessuto muscolare striato, ma compongono dei fasci.

Lascia che te lo faccia vedere bene con un’immagine.

E’ importante far presente che, a differenza delle fibre muscolari, i cardiomiociti non sono un sincizio.
I cardiomiociti presentano infatti un unico nucleo.

Altra cosa molto importante è l’innervazione. Il tessuto cardiaco risulta innervato dal Sistema Nervoso Autonomo. Attenzione però: l’azione di quest’ultimo non induce la contrazione cardiaca (a quello ci pensa il nodo seno atriale (SA)) ma regola frequenza e forza della contrazione. Quindi ecco una frase che devi tatuarti, ma che avrai sicuramente già in mente:

Tessuto muscolare cardiaco=contrazione involontaria, innescata dal nodo seno-atriale

Vuoi avere più chiaro l’apparato cardiocircolatorio? Abbiamo scritto una dispensa gratuita, clicca qui per leggerla.

Infine, altra caratteristica importante sono i dischi intercalari. Essi sono dei veri e propri punti di contatto tra i cardiomiociti, nei quali sono presenti diversi tipi di giunzioni, che non ci interessa approfondire in questo momento.

Credo di aver finito, questo è tutto quello che ti serve per il test per quanto riguarda il tessuto muscolare.

Prima di lasciarti, ti scrivo qui sotto un mini vocabolario con i termini più importanti della dispensa, le parole chiave che messe insieme ti permettono di assimilare tutti i concetti principali di questo contenuto!

5. Vocabolario della dispensa e riassunto dei concetti principali

effettore: organo in grado di reagire agli impulsi nervosi.

mesoderma: foglietto embrionale intermedio da cui si originano i tessuti muscolari.

tendini:  insieme di fibre che permette ai muscoli di fissare le proprie estremità ad un osso.

sincizio:  fusione di più cellule insieme, per crearne una sola multinucleata.

fibrocellule muscolari:  unità di base del tessuto muscolare.

miofibrille:  unità funzionali delle fibrocellule muscolari.

actina: filamento proteico che forma i filamenti sottili.

miosina:  filamento proteico che forma i filamenti spessi.

sarcomero:  unità contrattile del tessuto muscolare.

linee Z:  delimitano i sarcomeri, si ancorano qui i filamenti di actina.

banda A:  parte centrale del sarcomero, si trovano qui i filamenti di miosina.

tubulo T:  invaginazione della membrana plasmatica.

sarcolemma:  membrana plasmatica della fibrocellula muscolare.

mioglobina:  proteina globulare, situata nei muscoli, che cattura l’ossigeno immesso tramite respirazione.

corpi densi:  simili ma non identici alle linee Z delle fibre muscolari striate.

cardiomiociti:  cellule mononucleate grandi e cilindriche, situate nel tessuto muscolare cardiaco.

dischi intercalari:  sono zone di contatto e di adesione tra le estremità di fibre muscolari cardiache contigue.

Dispensa in dieci righe

I muscoli sono organi che rispondono agli stimoli nervosi (effettori) e che derivano dal mesoderma. Il tessuto muscolare, in generale, è caratterizzato dalla capacità contrattile delle sue cellule.
Ci sono tuttavia differenze importanti tra i tre diversi tipi di tessuto: striato, liscio e cardiaco.
Quello striato è responsabile dei movimenti volontari ed è organizzato in unità contrattili chiamate sarcomeri, a loro volta costituiti da filamenti di actina e miosina e delimitati da due linee Z.
Quello liscio è responsabile del movimento involontario dei muscoli (tubo digerente, vie urinarie ecc..) e non contiene sarcomeri. E’ comunque in grado di contrarsi, anche grazie alla presenza dei corpi densi. Quello cardiaco è un tessuto muscolare specifico per il cuore, composto da cardiomiociti, cellule grandi e cilindriche mononucleate. I punti di contatto tra i vari cardiomiociti si chiamano dischi intercalari.

 

A presto,

Davide Nepitali e tutta Pro-Med Family

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Pro-Med è una community lanciata e gestita da studenti universitari che si occupa di dare supporto a tutti coloro che vogliono studiare e lavorare nell’ambito medico sanitario. “Circondati di persone, non di libri” è quello in cui crediamo di più: avere delle persone su cui fare affidamento nei momenti difficili della preparazione per il test è cruciale. Nei nostri Corsi di preparazione l’ambiente che vogliamo si respiri è di familiarità, tranquillità, condivisione: sappiamo di cosa hai bisogno, perchè dal percorso che stai percorrendo ci siamo passati anche noi.

 

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