|PT.2| Chimica: La Costituzione della Materia per i test Medico Sanitari

Secondo appuntamento sulla Costituzione della Materia (se ti sei perso il primo, clicca qui per leggerlo).

Pronto? Assicurati di aver metabolizzato tutte le nozioni della lezione precedente, di essere ben idratato e di avere una penna e un block notes a portata di mano, prima di iniziare!

?

Esistono diversi tipi di miscugli.

L’acqua minerale (composta da acqua pura + ioni) appare molto diversa dall’acqua ed olio. Eppure, entrambe le sostanze sono miscugli di sostanze pure. Cosa rende così diverse, almeno all’apparenza, questi due casi?

Capiremo, nel corso delle pagine, che non tutte le molecole possono disciogliersi agevolmente in ogni tipo di solvente, dunque ottenendo miscugli è possibile accostare anche molecole che si interfacciano così bene le une alle altre, in modo da creare una dissoluzione omogenea.

➡️ In particolare, è doveroso distinguere i miscugli omogenei da quelli eterogenei.

Si definisce omogeneo quel miscuglio che, alla nostra osservazione (macroscopica o perfino microscopica) appare sempre uguale e sempre costituito da una sola fase, nonostante siano per definizione più di una le sostanze pure a costituire ogni miscuglio.

Contestualizziamo: analizzando l’acqua minerale, questa è composta da acqua pura e dagli ioni derivanti dalla dissociazione di alcuni sali. Tuttavia, osservando l’acqua, appare solamente acqua, proprio come se stessimo guardando dell’acqua pura.

➡️ Guardiamo un esempio di miscuglio eterogeneo: acqua pura e acidi grassi sono le sostanze pure che mescoliamo per ottenere il miscuglio in questione, ovvero il tipico bicchiere di acqua e olio, dove l’olio si dispone sull’acqua senza mescolarsi in modo ottimale con essa. Osservando il miscuglio possiamo facilmente individuare due fasi, ovvero quella acquosa e quella lipidica, sovrastante alla prima perché meno densa.

Quali sono altre differenze tra miscugli omogenei ed eterogenei? È molto intuitivo pensare che, se le fasi identificabili sono più di una, allora saranno differenti le proprietà chimiche e fisiche che caratterizzeranno diversi punti del miscuglio. Nel contesto di un miscuglio eterogeneo, invece, queste proprietà (come la densità) sono mantenute costanti in ogni fase che compone in miscuglio stesso.

I miscugli omogenei sono anche definibili soluzioni.

➡️ Una soluzione è un miscuglio omogeneo, in cui possiamo distinguere dunque una sola fase. In particolare, si definisce soluto il componente che viene immerso nel solvente, che a sua volta è il componente in maggior quantità e che definisce poi la fase della soluzione stessa. Capiremo, appena potremo, tutto quanto concerne le soluzioni, per studiarne nel particolare ogni proprietà.

Concentriamoci adesso su alcuni sottotipi particolari di miscugli eterogenei: i colloidi.

Sono definiti colloidi quei miscugli eterogenei in cui si possono individuare particelle disciolte di medie dimensioni, cioè dell’ordine del micron (10-6 metri). Se le particelle sono di ordine superiore (per esempio grandi qualche millimetro o anche centimetri) allora il miscuglio è classificabile come dispersione. Pensa alla ghiaia dispersa in una bacinella d’acqua: questa è una dispersione. Pensa invece al sangue, in cui i globuli rossi (circa 7 micron) viaggiano nella fase plasmatica: questo è un colloide.

➡️ Voglio fare anche un’ulteriore precisazione.
Consideriamo due diversi tipi di colloidi: la nebbia ed il latte. In entrambi questi casi possiamo individuare particelle (di acqua o di trigliceridi) che sono presenti in un’ulteriore fase visualizzabile, come l’aria e l’acqua.

Eppure, la nebbia ed il latte appaiono davvero differenti, dunque è corretto poterli definire in due categorie differenti. Vediamo come fare.

➡️ Definiamo aerosol quei colloidi in cui visualizziamo una fase liquida (l’acqua, in particelle di circa un micron) in una fase gassosa (l’aria, appunto).

➡️ Definiamo emulsioni quei colloidi in cui una fase liquida (oleosa, in particelle dell’ordine del micron) è presente in un’ulteriore fase liquida (l’acqua). Queste due fasi liquide, tuttavia, non sono miscibili tra loro. Proprio per questo non possiamo definire l’acqua come il “solvente”, ma è più preciso definire questa fase liquida come la fase disperdente e quindi chiamare le particelle di grasso col nome di fase dispersa.

A proposito di colloidi, che essi siano aerosol oppure emulsioni, possiamo descrivere una scenografica proprietà: la capacità di permettere lo scattering della luce. In particolare, si definisce “effetto Tyndall” ciò che ti sto per descrivere.

Per tutte le parti della maxi guida sulla Costituzione della Materia, qui in basso i link:

?  Prima parte

?  Seconda parte (questa che stai leggendo)

Terza parte

Un abbraccio,

Pro-Med Family

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su print
Condividi su email
small_c_popup-min

Prova la Scuola Online

Cliccando su “inizia” arriverai nell’area utente di questo sito, dove potrai effettuare la registrazione. Dopo averla eseguita, ti basterà accedere alla piattaforma per avere accesso alla prova gratuita della Scuola Online. Ogni giorno, per 3 giorni, vedrai aggiungersi nuovi contenuti. Partiamo!

Ultimi posti: quest’estate abbiamo organizzato, in 6 città italiane, dei Corsi di preparazione intensi e interattivi, per accompagnarti passo passo nel tuo cammino.