Il Sistema Immunitario

Ce l’avete chiesta in più di 1500 sulle nostre community, quindi vi accontentiamo: Prisca ha un po’ di cose da dirvi sul Sistema Immunitario.

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Con il termine immunità si intende il complesso di meccanismi di difesa che il nostro organismo ha selezionato nel corso dell’evoluzione per dotarci di uno stato di immunità da infezioni, tumori e tutto ciò che è potenzialmente dannoso per il nostro corpo.

Il sistema immunitario è storicamente suddiviso in due componenti fondamentali: il sistema immunitario innato e il sistema immunitario specifico.

Il sistema immunitario innato è costituito da sistemi antimicrobici e antivirali non specifici, ciò significa che ogni volta che il nostro organismo viene in contatto con un agente patogeno questi sistemi si attivano e si comportano allo stesso modo per qualsiasi classe di patogeno indipendentemente dalla natura e dalla composizione.

Nell’ambito dell’immunità innata si possono distinguere diversi livelli di difesa: barriere fisiche, barriere chimiche e popolazioni cellulari.

Un po’ di chiarezza

Le prime due barriere sono costituite da strutture e sostanze prodotte a livello delle superfici epiteliali che hanno il compito di fungere da primo ostacolo per gli agenti che cercano di infettare il nostro organismo. Per quanto riguarda invece le popolazioni cellulari noi possiamo individuare varie tipologie:

  • FAGOCITI: per fagociti si intendono cellule che sono in grado di eliminare l’agente patogeno tramite fagocitosi. Nella classe dei fagociti ritroviamo due citotipi importanti, i macrofagi e i granulociti neutrofili.
  • CELLULE DENDRITICHE: sono cellule che presentano una struttura peculiare in quanto hanno prolungamenti piuttosto estesi, utili per captare l’agente patogeno e portarlo successivamente al linfonodo (tramite una serie di modifiche morfo-funzionali della cellula stessa)
  • CELLULE NATURAL KILLER (NK): questa classe di cellule risulta essere un importante meccanismo di difesa contro le infezioni virali, ma svolge anche un ruolo fondamentale in quella che è definita “immunità antitumorale”.

A queste classi si aggiungono anche una serie di proteine plasmatiche implicate nell’immunità innata, come per esempio le proteine del sistema del complemento.

Il sistema immunitario specifico (o adattivo) è costituito da un insieme di sistemi antimicrobici e antivirali che modificano (adattano appunto) la loro risposta a seconda del patogeno che viene incontrato.

Una peculiarità di questo sistema è il fatto che questi meccanismi non siano in grado di impedire l’infezione microbica, ma una volta che il microbo in questione è entrato nel nostro organismo, siano effettivamente capaci di contrastare la presenza di quel particolare microbo impedendo che questo possa causare l’insorgenza di uno stato patologico.

Nell’ambito dell’immunità adattiva, le popolazioni cellulari sono rappresentate da linfociti B e dai linfociti T.

Entrambe queste classi presentano sulla superficie cellulare dei recettori altamente specifici per molecole che fanno parte della struttura degli agenti patogeni. Grazie a questa elevata specificità i linfociti possono riconoscere tutte le classi di antigeni associati ai patogeni. Una volta avvenuto il riconoscimento dell’antigene i linfociti B o i linfociti T vanno incontro ad una fase di attivazione seguita da una fase di proliferazione.

Più in particolare si può dire che i linfociti B (le plasmacellule per la precisione) siano responsabili della produzione degli anticorpi specifici, mettendo così in atto la così detta immunità umorale.

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I linfociti T invece sono cellule che una volta subito il processo di attivazione diventano cellule effettrici, che contrastano il patogeno e tentano di eradicare l’infezione.

I linfociti T possono essere ulteriormente suddivisi in due classi: i linfociti T citotossici o CD8 positivi, e i linfociti T helper (ulteriormente suddivisibili in varie categorie) o CD4 positivi. In questo caso non si parlerà più di risposta umorale ma piuttosto di risposta immunitaria cellulo-mediata.

IMPORTANTE una volta che il microbo è stato debellato, le cellule dell’immunità specifica che erano entrate in azione per eliminarlo muoiono per apoptosi, indicando in questo modo che la risposta immunitaria adattiva (in condizioni fisiologiche) si autoregola e si autolimita.

Tuttavia in circolo rimane un gruppo di cellule dette cellule della memoria (sia cellule B sia T). La memoria immunologica permette al nostro organismo di rispondere in maniere sempre più veloce, specifica ed efficace all’infezione da parte di uno stesso antigene.

Mettendo a confronto i due sistemi di immunità appena descritti si può notare che, mentre l’immunità innata si comporta allo stesso modo ogni volta che incontra un dato antigene, l’immunità specifica adatta la risposta all’antigene di volta in volta.

Una differenza importante riguarda poi la specificità, ossia la capacità di riconoscimento delle classi di antigeni presentati dai vari microbi. In particolare l’immunità innata è dotata di una scarsa specificità: le cellule dell’immunità innata hanno recettori che riconoscono caratteristiche condivise d più microbi (Lipopolisaccaride dei batteri Gram-negativi).

Nell’immunità specifica invece la specificità è massima. Altro aspetto caratteristico di quest’ultimo tipo di immunità è appunto la memoria immunologica appena descritta.

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Contestualizziamo

Per contestualizzare la materia in modo più chiaro è utile analizzare le varie tappe che compongono la risposta immunitaria all’infezione di un patogeno penetrato nell’organismo:

  • FASE IMMEDIATA: si attiva subito dopo l’ingresso dell’agente patogeno e porta al riconoscimento del microrganismo e all’attivazione di meccanismi non specifici che contrastano tale agente. In questa fase di può tendenzialmente notare una riduzione dell’agente infettivo, anche se la risposta immunitaria procede nelle due fasi successive.
  • ATTIVAZIONE SISTEMA IMMUNITARIO INNATO: si attiva dopo poche ore. Come detto prima questo sistema risponde allo stesso modo con qualsiasi patogeno. I meccanismi facenti parte di questo sistema sfociano nell’induzione di uno stato infiammatorio che a sua volta è funzionale a richiamare nel sito dell’infezione cellule e molecole utili a combatterla.
  • INTERVENTO SISTEMA IMMUNITARIO SPECIFICO: si attiva dopo almeno 96 ore (in genere dopo qualche giorno dall’infezione). Questo ritardo nella risposta ci spiega perché a seguito della prima infezione con un patogeno si ha lo sviluppo della malattia, in genere infatti i cicli replicativi dei più comuni virus o batteri si svolgono nel giro di qualche ora al massimo (da pochi minuti a poche ore).

Importante da ricordare sono inoltre le varie classi di linfociti circolanti con le rispettive percentuali, ricordando in primis che i linfociti rappresentano il 30% dei globuli bianchi circolanti (formula leucocitaria).

I linfociti T sono il 75% dei linfociti circolanti e a loro volta sono suddivisibili in citotossici ed helper in un rapporto di 2:1. I linfociti B rappresentano il 15% circa dei linfociti circolanti, e il restante 10% è invece rappresentato dai linfociti Natural Killer.

Altra cosa da tenere a mente è la differenza tra Anticorpi e Antigeni. Può sembrare una banalità ma durante il test nulla deve essere sottovalutato.

Anticorpo e antigene

Un anticorpo è una proteina coinvolta nella risposta immunitaria. Vengono secrete dai linfociti B maturi, cioè dalle plasmacellule. Gli anticorpi solubili nel plasma hanno il compito di legarsi all’ospite non self per renderlo più facilmente riconoscibile e attaccabile dalle altre cellule dell’immunità.

Inoltre i linfociti B maturi ospitano gli anticorpi sulla superficie della propria membrana plasmatica dove agiscono come recettori specifici, che attivano il linfocita stesso in seguito al legame con l’antigene.

Un antigene è una molecola che viene riconosciuta come estranea o potenzialmente dannosa per il nostro organismo. Ovviamente questo riconoscimento avviene grazie al sistema immunitario.

La maggior parte degli antigeni è in grado di innescare una risposta dell’immunità specifica (azione combinata di linfociti T e B). Gli antigeni possono essere endogeni o esogeni a seconda della loro provenienza.

Alla prossima dispensa, ti auguro una fantastica giornata,

Prisca Tamarozzi.

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