La nostra storia

… iniziò nell’estate del 2016, quella del nostro primo anno di Medicina a Bologna.

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Una scatola di scarpe

Un giorno, 4 amici…
Tante storie iniziano così. Anche la nostra.

Relazione = Crescita

Le persone sono la cosa più importante al mondo. Fortunatamente il mondo è pieno di persone.

Corso Base Online

Ad un certo punto ci siamo detti:
ci sono parecchi problemi.

Impatto

Storia di una mail importante.

Oggi e Domani

Dove e chi siamo in questo momento.

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Una scatola di scarpe.

Un giorno, 4 amici…

Tante storie iniziano così. Anche la nostra.  

In particolare, la storia di Pro-Med inizia nella primavera del 2016, quando decidemmo di aprire una pagina Facebook dedicata all’ammissione universitaria. Con “decidemmo” intendiamo appunto noi 4 amici: Enrico, Mario, Giuseppe e Gaspare. Da cui tutto è partito.

Proprio nel 2015 iniziava il nostro primo anno di Medicina all’università di Bologna. Qui, il corso di laurea è diviso in due canali (A e B) e gli studenti vengono ripartiti tra questi in base alla lettera con cui inizia il proprio cognome (A-L, M-Z). Fortunatamente, i nostri 4 cognomi rientravano nello stesso canale (il canale A) e abbiamo avuto modo di incontrarci. Altrimenti, chissà cosa sarebbe successo.

Diventammo innanzitutto amici. Grandi amici.
Confrontandoci sullo studio pre-universitario ed universitario e condividendo ogni esperienza quotidianamente, abbiamo avuto voglia fin da subito di avere un impatto positivo su “i noi del passato”. Ovvero, abbiamo sempre voluto essere utili a tutti gli studenti che, come noi qualche mese prima, avrebbero dovuto sostenere il test d’ammissione a Medicina.

E perché?

Banalizzando: perché il test non è una prova semplice.

E volendo usare un gioco di parole, il test non è una “semplice prova”.

Infatti emergeva chiaramente dalle nostre chiacchierate, durante i primi giorni di università, come il percorso di preparazione al test fosse stato per tutti un momento di passaggio importante, un momento di crescita personale fatto di fatica, entusiasmo, ansia e soddisfazione. Ci rendevamo conto di come fosse semplice vivere talmente male un periodo così delicato da compromettere (purtroppo) la buona riuscita del test e ci accorgevamo dall’altra parte di come alcuni semplici “caratteristiche” erano proprie del percorso della maggior parte degli studenti che aveva superato il test (i nostri colleghi universitari appunto).

La rendiamo ancora più semplice: praticamente tutti gli studenti che avevano avuto successo al proprio test di amissione avevano vissuto il percorso di preparazione in modo diverso, certo, ma alcuni aspetti erano ricorrenti. Tra questi aspetti vi era certamente l’aver svolto molta pratica, aver dedicato il giusto tempo allo studio preparandosi spesso con largo anticipo ed altri aspetti molto intuitivi che chiunque può riconoscere indispensabili. Ma altri aspetti importanti erano meno intuitivi, meno immediati da riconoscere come importanti ed anzi, letteralmente game-changing.

Volendo essere nuovamente sintetici, ciò che abbiamo riconosciuto come più importante nel percorso è questo: studiare in un contesto stimolante, fatto di persone sulla propria stessa lunghezza d’onda che condividano le idee, le passioni, gli obiettivi di vita. Persone con cui potersi confrontare ogni giorno sugli argomenti del test ma con cui poter anche facilmente scherzare e sdrammatizzare l’atmosfera tesa che inevitabilmente ognuno di noi vive in vista di una prova importante. Sulla base di questa intuizione si fonda quello che divenne da allora il nostro motto: “circondati di persone, non di libri”.

Pensandoci, i libri non ci sono mai piaciuti, ma questa è una storia che ti racconteremo più tardi.

Decidemmo allora di dare vita al nostro progetto, Pro-Med, con l’obiettivo di stravolgere il modo in cui gli studenti percepiscono la propria preparazione.

Ma come iniziare ad avere un impatto positivo?

Semplicemente iniziammo.
Iniziammo a produrre contenuti utili di qualsiasi tipo sulla nostra pagina Facebook (all’epoca, Instagram quasi non esisteva). Cercavamo di promuovere la condivisione del percorso di preparazione nella nostra community Facebook.

In pochissimo tempo gli spazi social che gestivamo divennero veramente impattanti (seppur nel piccolo dei nostri numeri di quel periodo). Gli studenti che accoglievamo si sentivano effettivamente a casa, in un luogo in cui poter essere sé stessi in compagnia di studenti simili a loro. Stavamo lavorando per diventare ciò che sarebbe diventato un vero e proprio acceleratore di persone in vista del loro test.

E poi decidemmo di fare un corso.

Il nostro primo corso fu un corso in aula, a Bologna.
Durava 5 giorni, ed iniziava il 27 luglio.

Quel corso fu gratuito, aperto quindi a tutti. Ed organizzato davvero di fretta, ma con una dedizione impagabile. Eravamo veramente felici di dormire mezz’ora a notte per scegliere le lezioni da fare, costruire le slides, gestire la logistica ed impedire che tutto si rivelasse un gran fallimento.

Andò benissimo.

Le attività ogni giorno duravano 8 ore ed al termine di ogni giorno dovevamo lavorare per ultimare l’organizzazione del giorno successivo. Più di una volta rischiammo di svenire.

Alla fine del corso, il 31 luglio, lasciammo una scatola di scarpe in aula per accettare una semplice offerta libera da parte dei corsisti.

Ciò che avevamo raccolto bastò per fare i 4 biglietti del treno che ci avrebbero riportati a casa in Puglia, Calabria e Sicilia. Dopotutto era il 31 luglio del nostro primo anno di università e non vedevamo l’ora di spegnere la testa per un mese, prima di ricominciare.

A quel punto avevamo le idee abbastanza chiare su due punti:

1. Ci piace tanto ciò che stiamo costruendo.

2. Abbiamo le potenzialità per crescere ed essere più utili.

Relazione = Crescita.

Il primo agosto 2016 sarebbe dovuto essere il nostro primo giorno di vacanza. Lo fu, ma a modo nostro.

Il nostro primo corso, terminato il giorno precedente, ci aveva letteralmente cambiato la vita. Eravamo davvero impressionati dal numero di persone che avevamo potuto conoscere a fondo. Allo stesso tempo eravamo entusiasti di noi, del nostro coinvolgimento nel progetto, ed eravamo certi che da lì a poco sarebbe successo qualcosa di grande. Proprio per questo trascorremmo un’estate con la testa altrove. A Pro-Med appunto.

Qualcosa di grande effettivamente successe.

Una percentuale impressionante degli studenti che aveva fatto il nostro corso era entrata a Medicina e Prof. Sanitarie. A partire da settembre ci arrivarono innumerevoli messaggi di ringraziamento e non ti neghiamo che piangemmo.

Riguardo a questo, facciamo una precisazione. Può sembrare esagerato, ad un lettore esterno alle vicende, comprendere l’impatto emotivo che avevamo ricevuto. Ma giuriamo che fu proprio così. Piangemmo.

Un po’ per essere riusciti ad avere un impatto positivo, in modo concreto. Ed un po’ per la fatica che avremmo dovuto spendere nei prossimi mesi per crescere.

Ma come poter iniziare a crescere per davvero?

Allo stesso modo con cui un bambino diviene un adulto. Con le relazioni e con le responsabilità.

Partiamo dalle relazioni. Ne avevamo parecchie ormai, perché il nostro primo corso ci aveva permesso di conoscere decine di studenti allineati al nostro modo di vedere la preparazione al test. Decine di studenti che ormai conoscevano il nostro modo di fare e condividevano la tipologia di didattica che avevamo proposto loro durante il corso stesso. Una didattica, la nostra, profondamente diversa da tutto ciò che avevano sperimentato fino a quel momento a scuola o altrove. Per la prima volta infatti i nostri primi studenti si erano ritrovati immersi in un contesto di apprendimento e di crescita popolato da studenti (noi stessi, i loro tutor, siamo eravamo praticamente coetanei dei corsisti). Tutto ciò non aveva prezzo.

E la nostra crescita doveva necessariamente implicare il mantenimento di quelle caratteristiche.

E quindi il prossimo step divenne chiaro: coinvolgere in Pro-Med i nostri primi collaboratori. Proponemmo i nostri piani di crescita a due nostri corsisti che ci avevano assolutamente stupiti in termini di coinvolgimento e di affinità col nostro modo di essere. Giacomo (Jack) e Michael furono i primi due collaboratori di Pro-Med e ci permisero di tenere un corso anche a Milano, oltre che a Bologna, nell’estate del 2017.

Da quel momento la formula divenne chiara: dare tutto ciò che avevamo ai nostri corsisti, essere noi stessi nella didattica, costruire luoghi di condivisione dello studio sempre più efficaci e coinvolgenti, ricchi di spunti di approfondimento.

Permettemmo a sempre più collaboratori di prendere con noi le redini di Pro-Med, formandoli nelle competenze e ispirandoli nei valori che loro stessi già condividevano perché, appunto, avevano vissuto nei nostri spazi social la propria preparazione al test. Gianluca ci permise di arrivare anche a Napoli nell’estate del 2018, organizzando lì un corso.

Quell’estate fu davvero impegnativa per noi. Avevamo infatti tenuto 3 corsi, in 3 città diverse, nel giro di 10 giorni. Quell’anno Enrico ebbe un’aritmia. Ma tutto bene, tranquillo/a.

Come puoi immaginare eravamo ancora straripanti di idee e spunti di crescita, ma per la prima volta avvertimmo davvero la responsabilità dell’azienda che stavamo gestendo e nel frattempo avevamo concluso il nostro terzo anno di Medicina. Dopotutto l’aritmia di Enrico era giustificata.

Continuammo a costruire quante più relazioni profonde possibile con i nostri corsisti e numerosissimi di loro si trasformavano in collaboratori e colleghi alla velocità della luce. In pochi mesi la struttura della nostra Family vedeva raddoppiati i tutor coinvolti.

Eravamo sempre più felici del modo in cui Pro-Med riusciva a comunicare con gli studenti e di come potesse essere utile.

Aumentammo in modo esponenziale la quantità di contenuti che riuscivamo a produrre ogni giorno ed inventammo il format di “un quiz al giorno” sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale Instagram. Oggi più o meno chiunque pubblica un quiz al giorno nelle sue storie. Beh, abbiamo iniziato noi.

Corso Base Online.

Il numero di studenti che ogni anno arrivava a Pro-Med aumentava in modo consistente e ci rendemmo conto che la soluzione per fornire un aiuto concreto a quanti più studenti possibile non fosse aumentare il numero di sedi in cui proporre il Corso Frontale, che amavamo, in quante più città possibile.

Non poteva essere questa la soluzione per 2 motivi:

  1. Un corso estivo, per essere utile, si dovrebbe collocare alla fine di un percorso di preparazione ben più esteso e completo. Da solo, il corso frontale rischiava di non essere una full immersion sufficiente per tutti.
  2. Ben pochi studenti possono permettersi di raggiungere Pro-Med in una delle città in cui organizza il corso e pagare un BeB in cui alloggiare per una settimana.

Decidemmo quindi di stravolgere l’offerta.
Creammo il nostro primo corso online per la preparazione ai test di Medicina e prof. Sanitarie. E quello era, in verità, il primo corso online presente sull’intero panorama della preparazione al test.

Si chiamava Corso Base Online. Tra di noi lo chiamavamo CBO, come il panino di McDonald’s.

Per produrre il corso comprammo una enorme lavagna ed una buona videocamera. E allestimmo un set di registrazione in camera di Gaspare.

A dire la verità non fu la cosa più semplice del mondo e ti spieghiamo volentieri il perché: quando registri un corso speri che la luce non cambi tra una inquadratura e l’altra, in modo da dare coerenza alle varie lezioni.

Quindi comprammo due luci da studio e chiudemmo le persiane della camera. Per una settimana. Lì, giorno e notte registravamo le lezioni che avevamo preparato. Ricordiamo benissimo i nostri vicini che bussavano con la scopa sul muro mentre Mario, alle 2.00 di notte, spiegava la Glicolisi davanti ad una videocamera.

Era surreale, ma veramente bello.
Era bello perché ci rendevamo conto di star producendo un corso che sarebbe stato utile a migliaia di studenti. Migliaia.

Ed infatti fu esattamente così. Appena lanciammo il corso fu accolto con un entusiasmo che ci sorprese. Innumerevoli studenti avevano iniziato a taggarci nelle proprie storie Instagram mentre studiava sul nostro corso dal proprio PC o dal cellulare. Tutto ciò che volevamo generare con il lancio del Corso Base Online era riuscito fino infondo.

Decidemmo quindi di iniziare a lavorare alla costruzione della nostra attuale Scuola Online, la piattaforma online più completa per la preparazione al test. E oggi siamo assolutamente fieri della nostra Scuola Online. La storia che hai letto fino ad ora ti ha forse permesso di coglierne in modo più diretto il contesto in cui è nata. E questo ci fa davvero piacere.

Con un Corso Frontale non avremmo mai potuto fornire un corso così facilmente fruibile da chiunque, in qualsiasi momento dell’anno.

Non avremmo mai potuto aprire le porte del numero chiuso ad un numero così rilevante di studenti, in modo super accessibile.

Ma ecco un aspetto che abbiamo subito riconosciuto come potenzialmente problematico in questo nuovo modo di concepire la formazione: Pro-Med vuole essere relazione. I corsi online rischiavano di non permetterci di entrare in relazione con gli studenti nel modo che amiamo.

“Circondati di persone, non di libri”, ricordi?
Ed è esattamente questo ciò che siamo: studenti che entrano in relazione con altri studenti nel momento della formazione e della crescita. Diventava quindi essenziale per noi riuscire a comunicare questa nostra caratteristica attraverso gli schermi degli studenti. Diventava indispensabile vivere concretamente la vicinanza quotidiana con tutta la Pro-Med Family e con gli studenti che popolavano i nostri spazi virtuali.

Come l’abbiamo fatto?

Con la nostra community, gratuitamente.

Per incontrare i nostri tutor, fino a questo momento, l’unica soluzione era quella di partecipare ad un Corso Frontale con tutti i limiti del caso già prima spiegati. Da quel giorno invece impiegammo innumerevoli risorse per garantire una costante presenza dei nostri tutor nelle community online che stavamo creando e che stavano crescendo infinitamente. Coniammo il termine “Aula Studio” per definire ogni nostro spazio social. E da quel momento vedemmo spuntare il termine aula studio un po’ ovunque tra le altre scuole di preparazione. Mannaggia.

Le nostre Aule Studio whatsapp fornivano un supporto giornaliero e gratuito per tutti gli studenti che vivevano al loro interno. Il nostro gruppo Facebook divenne: “Pro-Med | Aula Studio” e conteneva più di 10mila studenti, attivi ogni giorno nella condivisione e nella sana competizione.

Eravamo sconvolti dalla situazione paradossale che avevamo creato. Il test di Medicina è un test estremamente selettivo, dove non è conveniente aiutare il prossimo dal momento che, in teoria, le probabilità di ammissione aumentano in modo inversamente proporzionale alla preparazione degli altri candidati. Perché aiutarli nello studio?

Perché nessuno cresce da solo. Ognuno di noi trae un vantaggio formativo dall’aiutare l’altro, in un clima di “do ut des”.

E tutto ciò che avevamo costruito non passò di certo inosservato.

Impatto.

“Vi contatto perché nel prossimo numero di novembre sarà presente una lista, in collaborazione con Facebook, sulle 50 realtà italiane che sono riuscita a raggiungere un impatto positivo facendo uso dei social negli ultimi 10 anni. Tra le 50 è presente Pro-Med”.

Questa è la prima parte della mail che abbiamo ricevuto il 30 settembre 2019 alle 14.34. A mandarcela è stato Forbes, colosso del giornalismo che da anni dà risalto alle realtà imprenditoriali di maggior rilievo a livello italiano e mondiale. Le nostre attività erano state notate: tutti gli sforzi degli anni passati erano stati premiati, avevamo una prova tangibile di avere avuto impatto.

Eravamo entusiasti. Eravamo eccitati. Eravamo tremendamente emozionati. Era un altro tassello da aggiungere alla costruzione del nostro castello: promuovere la condivisione, il senso di appartenenza, l’uso costruttivo dei social e di internet in generale.

Nel 2017 siamo stati invitati da Facebook a partecipare al Facebook Community Summit Europe, due giorni di workshop e contaminazione in si parlava dell’importanza delle community, delle relazioni social, dell’impatto che si può avere online. Pro-Med è stata scelta come una delle 150 community in Europa di più rilievo nelle sue attività: un risultato meravigliosamente importante, che ci ha dato ancora più forza e consapevolezza di puntare sulle cose migliori per i nostri studenti.

Facebook è stata la prima azienda a interessarsi di Pro-Med: a solo un anno dalla sua nascita, un progetto nato dall’idea di 4 universitari aveva scomodato il social network più grande al mondo. Non ci sembrava quasi vero. Ma paradossalmente, più partecipavamo ai workshop, più sentivamo di meritarcelo: se eravamo lì, era perché avevamo investito notte e giorno per rendere le community Pro-Med un ambiente incredibilmente utile per i nostri studenti.

Anche Il Sole 24 Ore, Cosmopolitan e Marketers hanno voluto raccontare la nostra storia, fatta di persone, di storie di successo e di giovani. 

Ogni contatto con queste grandi realtà era (ed è) sì motivo di orgoglio, ma soprattutto un feedback importante sul lavoro che stiamo facendo: se alcuni tra i media più importanti al mondo hanno deciso di contattarci per parlare di noi nei loro spazi è perché abbiamo contribuito a cambiare, seppur nel nostro piccolo, la vita delle persone.

Oggi e Domani.

Oggi siamo fieri di dire che Pro-Med non è una semplice scuola di preparazione per i test medico-sanitari. Pro-Med è un movimento di persone che crede nella condivisione e nell’innovazione. È un progetto costruito sul duro lavoro, sulla costanza e sulla perseveranza. Il nostro impegno in questi anni si è concentrato principalmente sul dare valore alle persone all’interno del nostro ambiente: ci piace lavorare, ci piace lavorare tanto, ci piace lavorare insieme.

Quello che è speciale in Pro-Med è quanto:

  1. crediamo nella responsabilizzazione;
  2. crediamo nei team;
  3. crediamo nella gioventù;
  4. crediamo nel futuro;
  5. crediamo nel duro lavoro.

Chi lavora con noi.

Pro-Med è un ecosistema umano, è indubbiamente la proprietà che amiamo di più all’interno della nostra azienda. La persona che lavora abbraccia valori specifici all’interno di queste “categorie”:

–           comunicazione

–           esecuzione

–           mentalità

–           teamwork

Comunicazione:

  • dice quello che pensa, pacatamente e nel rispetto delle opinioni altrui;
  • ascolta per ascoltare, e non per controbattere;
  • comunica in modo semplice e conciso.

Esecuzione:

  • ama lavorare;
  • collabora a creare, praticamente;
  • spiega razionalmente e direttamente cosa lo ha portato a fare quella scelta;
  • spiega razionalmente e direttamente cosa lo ha portato a non fare quella scelta.

Mentalità:

  • è ottimista;
  • divide i problemi in piccoli segmenti, guardandoli uno per volta;
  • pensa in modo non convenzionale;
  • è focalizzato sul risultato e non sul processo;
  • propone idee basate sull’innovazione,
  • ha un atteggiamento propositivo nelle situazioni problematiche;
  • ha il coraggio di essere aperta al fallimento intelligente;
  • lavora anche per rendere il proprio collega migliore;
  • ammette gli errori pubblicamente e con tranquillità;
  • vede Pro-Med come un incubatore di esperienze e competenze.

Teamwork:

  • crede nella forza delle relazioni, che accelera le idee;
  • lavora anche per rendere il proprio collega migliore;
  • accetta critiche e suggerimenti di buon grado.

I giovani.

Si sente spesso dire che i giovani sono il motore del cambiamento, che hanno il potere di cambiare il futuro, che sono l’unica speranza dell’umanità. I giovani che però occupano posizioni di rilievo nel panorama aziendale italiano e internazionale sono un numero molto ridotto.

Pro-Med è fondata da studenti universitari e cresciuta grazie agli effort di studenti universitari, in ogni sua fase.

È stata una scelta forte, coraggiosa e non poco difficile da mantenere. Ma possiamo dire che avere solo studenti in squadra ci ha dato un’agilità e una flessibilità che mai nessun altro team ci avrebbe dato.

Siamo partiti dal nulla, senza nessun tipo di competenza digitale o imprenditoriale. Abbiamo sempre messo al centro l’esecuzione, che è stata probabilmente la singola cosa che ci ha permesso di apprendere e condividere tanto, con i ragazzi che lavorano con noi e con i nostri clienti.

Crediamo nel futuro, nella creazione di servizi che sfruttino l’innovazione, nell’utilizzo consapevole e produttivo delle nuove tecnologie da parte di clienti e dipendenti.

L’innovazione.

Sfruttare l’innovazione per creare un percorso di apprendimento efficace è quello che perseguiamo fin dal momento della nostra nascita. La fotografia del nostro mercato quando abbiamo lanciato il nostro progetto era caratterizzata da dettagli vecchi di decenni.

Ci siamo fatti una semplice domanda: perché le aziende in questo settore si comportano come se internet e le nuove tecnologie non esistessero? Perché continuano a puntare sulle stesse cose se il mondo sta cambiando alla velocità della luce?

Da lì è partito il nostro percorso all’insegna del cambiamento intelligente.

Il mondo sta cambiando esponenzialmente. Noi vogliamo essere questo cambiamento per gli studenti: siamo alla costante ricerca di tecnologie d’avanguardia per rendere l’esperienza dei nostri clienti sempre migliore. A partire dal giorno del lancio della nostra realtà, non abbiamo mai smesso di testare piattaforme, strumenti e mezzi innovativi per mettere la sfida personale dei nostri clienti sui giusti binari: crediamo fortemente che la qualità del contenuto deve essere necessariamente abbinata ad una modalità di fruizione pensata per valorizzare il contenuto stesso.

Perché l’innovazione è prioritaria per noi?

Perché il processo innovativo permette di ottenere risultati maggiori con sforzi minori, in un’epoca in cui il tempo sta assumendo un valore sempre più alto.

Esploriamo e costruiamo.

Lavoriamo per spingerci oltre. Esistiamo per spingerci oltre. Non ci siamo mai accontentati di creare bei prodotti e servizi, perché portare cambiamento e sperimentare servizi e strumenti innovativi è quello che ci piace fare di più. Creiamo progetti e prospettive guardando alle difficoltà tecniche non come un ostacolo, ma come un valore aggiunto: consideriamo il lavoro in quello in cui crediamo un asset, non un effort.

Pensiamo in grande, ci mettiamo in discussione, costruiamo nuovi mondi.

Lavoriamo da casa.

Non abbiamo sedi fisiche in cui lavorare, non abbiamo uffici, scrivanie o sedie da utilizzare ogni giorno. La nostra filosofia di lavoro è basata sugli obiettivi, non sulle ore di lavoro. Non ci serve misurare il quantitativo di ore che un nostro dipendente lavora per noi: l’unica cosa che conta è che quel dipendente faccia quello che deve fare.

È una cosa su cui siamo stati sempre intransigenti: nel 2020, lavorare da casa senza dipendere dai ritardi dei mezzi di trasporto o dalle condizioni atmosferiche, è una delle più grosse opportunità che l’innovazione ci propone.

Avere questa filosofia di lavoro ci permette di lavorare insieme a dipendenti straordinari senza stravolgere inutilmente la loro vita: se avessimo scelto di assumere solo dipendenti disposti a trasferirsi nella nostra sede, avremmo perso la possibilità di lavorare con persone incredibili.

Nonostante lavorare da casa è quello in cui crediamo, amiamo creare durante l’anno degli appuntamenti offline, per ricordarci quanto è bello scambiare ispirazioni faccia a faccia e fare team building: li chiamiamo le “Pro-Med Experience” e sono dei veri e propri concentrati di immaginazione, di lavoro e di relazioni. Lavoriamo 8 ore al giorno e le restanti ci contaminiamo: le idee, offline, viaggiano alla velocità della luce.

Così come la scelta di dare ai giovani il pieno potere di Pro-Med, anche la scelta di gestire tutte le nostre attività da casa è stata una scelta rischiosa e coraggiosa: non avere un posto fisico dove lavorare, se non sei spinto da un forte perché, rischia di farti crollare.

Se però hai una missione condivisa, se sai dove stai andando e soprattutto se non hai paura, improvvisamente il lavoro da casa ti apre un ventaglio di opportunità infinite. Non abbiamo mai avuto la necessità di cambiare la nostra filosofia perché ci siamo sempre circondati di persone che amavano lavorare, persone mature, persone forti.

Pro-Med vuole innovare non solo il modo in cui si studia, ma anche quello in cui si lavora.

Cerchiamo talenti, non automi.

Amiamo le procedure, ma amiamo dare responsabilità: se le prime sono necessarie in alcuni ambiti di un business, crediamo che dare la possibilità alle persone talentuose di esprimersi è fondamentale per la crescita di un progetto.

Vogliamo promuovere la creatività delle persone che lavorano con noi, e non sopprimerle ad automi. Siamo certi che senza idee, intuizioni e ispirazioni dei nostri dipendenti non saremmo arrivati dove siamo adesso.

Cerchiamo talenti, persone capaci di pensare in modo diverso, persone d’eccellenza: vogliamo condividere la nostra missione con giovani sensazionali.

Siamo giovani. Innoviamo. Costruiamo. Ci spingiamo oltre.

Questa è la nostra identità. Siamo giovani con la passione per l’innovazione: vogliamo portare un cambiamento nel mondo, nel mercato, nelle vite dei nostri clienti. Vogliamo rendere più accessibile il futuro lavorativo dei nostri studenti, e vogliamo farlo:

–           condividendo i nostri valori con ragazzi d’eccellenza

–           costruendo innovazione

–           spingendoci dove altri neanche guarderebbero

Questo è l’oggi e il domani di Pro-Med. E siamo assolutamente entusiasti di poterli condividere con persone straordinarie.

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