Che fine fa l’acido lattico? Il ciclo di Cori | Curiosità #2

Siamo pronti a farti immergere in un nuovo episodio di questa rubrica. Dove, ti ricordiamo, trattiamo argomenti non propriamente necessari alla preparazione ai test medico sanitari.

Ma dove ti raccontiamo, con curiosità, qualcosa che va un po’ oltre il bando ministeriale e tutto quello che riguarda il tuo test universitario. Perchè? Perchè ci piace e, da quanto abbiamo avuto modo di leggere, vi piace.

Buona lettura.

Partiamo.

Per comodità potremmo intendere il ciclo di Cori (un tale polacco, se ti interessa) come il ciclo dell’acido lattico, perchè è questo ciò che effettivamente rappresenta.

Cos’è il ciclo di Cori?

Quella serie di processi che si occupano di trasformare il lattato, accumulatosi nel muscolo dopo la glicolisi, in glucosio.

Questo, a sua volta, potrà essere utilizzato dalla cellula muscolare nella fase di recupero per sintetizzare glicogeno (riserva energetica).

Partiamo da qui

Quando avviene uno sforzo muscolare intenso, così intenso che il ciclo di krebs non riesce a sopperire alla richiesta veloce di ATP, il miocita (cellula muscolare) impiega le sue riserve di glucosio per ossidarlo nella glicolisi. Il glucosio, a sua volta, è disponibile negli accumuli di glicogeno che il muscolo provvede, appena può, ad immagazzinare. A seguito di un lavoro muscolare anaerobico, dunque, nella cellula muscolare si accumula acido lattico.

Come?

Semplice: la glicolisi che fornisce velocemente 2 ATP ha come prodotto il piruvato, una molecola a 3 atomi di carbonio.

Il piruvato a questo punto deve essere convertito in lattato ad opera della “lattato deidrogenasi”, enzima anche conosciuto come LDH che riducendo il piruvato ossida il NADH rigenerando il NAD+.

Questo NAD+ è un coenzima indispensabile perchè riavvenga la glicolisi.

(Il miocita ha bisogno che avvenga parecchie volte, ovviamente, per sostenere energeticamente la contrazione muscolare)

Ricordi la sesta tappa della via glicolitica? Forse no, ma sono qui a posta.

Era quella in cui la “gliceraldeide 3-fosfato deidrogenasi” si occupa di ossidare la gliceraldeide 3-fosfato in 1,3-Bisfosfoglicerato.

Abbiamo ottenuto il Lattato, dunque, che si accumula nella cellula da cui esce per diffusione nel sangue. Una parte di questo acido lattico attraverso il torrente ematico arriva al cuore, dove viene utilizzato a scopo energetico dai cardiomiociti, ma la maggior parte di esso giunge al fegato.

Cosa se ne fanno gli epatociti del lattato?

Lo introducono nella via gluconeogenetica! Che?!

Ti spiego.

La gluconeogenesi è un complesso processo che porta alla formazione del glucosio a partire da precursori non saccaridici (sinonimo di glucidici) come il piruvato, il lattato, alcuni amminoacidi o il glicerolo.

In questo modo il glucosio ottenuto mediante la gluconeogensi epatica viene riversato nel sangue ed è diretto al muscolo (dal quale era partita la richiesta di energia, ricordi?) dove può essere di nuovo usato per essere immagazzinato sotto forma di glicogeno, ad esempio.

Tutto ciò richiede circa un’ora.

Vediamo se questo lo sapevi già

Se l’acido lattico non venisse smaltito in questo modo si accumulerebbe aumentando l’acidità nel contesto della cellula muscolare. il pH così alterato non permette il corretto funzionamento del dominio idrolitico delle teste della miosina che, non potendo più scorrere sull’actina in modo efficiente, non garantiscono la giusta contrazione muscolare.

E’ per questo che, dopo un po’, il muscolo non risponde bene all’esercizio anaerobico come il sollevamento pesi!

Fin’ora sapevi (o forse no!) che quando fai attività fisica i tuoi muscoli producevano acido lattico.

Ora sai anche cosa avviene dopo.

Alla prossima,

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